giovedì 1 settembre 2016

RaccontAssisi - Votate il vostro racconto preferito!

Cari Amici,

abbiamo finalmente pubblicato i 21 racconti che partecipano all'iniziativa "RaccontAssisi", un'occasione per narrarci della vostra esperienza di visita ai luoghi legati alla memoria di Francesco. Trovate l'elenco completo sulla vostra destra!
Per votare il vostro autore preferito basta che clicchiate su "MOLTISSIMO" dal questionario "TI PIACE IL POST?" posto proprio al termine di ogni racconto! 

Accetteremo votazioni fino al 30 SETTEMBRE 2016. All'autore del racconto che riceverà più gradimenti sarà offerta la possibilità di regalarsi (o regalare ad una coppia che potrà rivivere la stessa esperienza) un soggiorno di 2 giorni per 2 persone alla Domus Pacis con trattamento di pernottamento e colazione.

Racconto n. 21 di Divina da Olbia (SS) (RaccontAssisi)

Assisi è emozione, fede, contemplazione, preghiera, gioia; parlarne mi fa rivivere momenti e situazioni impresse nella mia mente e nel mio cuore.  Il primo viaggio ad Assisi (dietro consiglio di Don T. ) lo feci da sola, in un momento in cui ricercavo me stessa e la felicità. Nell’occasione, fui ospitata da Suor E.; lei mi accompagnò a Santa Maria degli Angeli, lì mi parlò di San Francesco e Santa Chiara, ma parlammo anche della mia situazione sentimentale; poi mi lasciò da sola, così che potessi parlare con Dio. Trascorsi del tempo dentro la piccola Porziuncola e l’impatto fu travolgente; ne osservai  le mura, le pietre; le toccai con le dita, erano lisce e un po’ fredde; immaginavo San Francesco mentre le prendeva con cura e amore e le posizionava una sull’altra per ricostruire la Chiesa, casa di Dio. Stetti un po’ in ginocchio a pregare, poi seduta appoggiata alla parete; sembrava quasi di essere stretta nell’abbraccio del Poverello. Sentivo Dio in quel luogo e questo mi lasciava senza parole, pensieri ed emozioni invadevano la mia mente. Il mio cuore era colmo di gioia, di pace, di serenità e d’amore, le stesse sensazioni che respiravo in quel luogo Santo.  E che emozione vissi davanti alla Croce di San Damiano! In quelle ore trascorse sotto la Croce, certamente non mi aspettavo di udire la voce di Gesù, ma rimasi ugualmente in silenzio e provai ad ascoltare. Passò il tempo, ma non me ne resi conto; conquistata da Dio e da una “semplice” Croce, così le ore trascorsero serene. In quel momento capii che solo ritrovando Dio potevo ritrovare me stessa, solo con Lui potevo ricevere e donare amore. Le cose non accadono per caso! Incontrai Frate M., lui mi parlò di un corso per ragazzi single e fidanzati, mi disse che si sarebbe tenuto a breve. Tanto incuriosita, al mio rientro a casa chiesi a Don T. se mi aiutava a partecipare al corso insieme a un amico, S. Partii nuovamente ad Assisi, stavolta in compagnia! S. e io seguimmo il corso, visitammo insieme la Porziuncola e tutti i luoghi in cui San Francesco dimorò. In quell’occasione, io e S. non ci fidanzammo, ma il corso fu una bellissima esperienza: entrambi rimanemmo spiazzati dai frati, dalle loro parole, dalla loro preparazione e dalla semplicità con cui riuscivano a rivolgersi alla platea di ragazzi e ragazze. Quante cose imparammo! Dal semplice corteggiamento all’innamoramento, all’amore, e ancora tante altre cose annotate nel mio quaderno degli appunti. Con S. visitammo tutta Assisi, condividemmo momenti di preghiera davanti alla Croce di San Damiano e nella Porziuncola. Tornammo a casa carichi di gioia e fede ancora più forte. Non ci fidanzammo in quel frangente, ma Gesù fece ugualmente centro: dopo qualche mese, S. ed io ci mettemmo insieme. Il rapporto non fu proprio “rose e fiori”, dovemmo superare diverse prove. Ma il disegno di Gesù era tracciato, non potevamo sfuggirgli! Ci rivolle ancora una volta dal Poverello, ma stavolta per compiere un altro passo: il corso Agape.Partimmo senza aspettative, visto il periodo particolare; ma nel Cielo tutto era già scritto, non restava che leggere! Fu così che al termine del corso, davanti a tutti S. mi chiese di sposarlo! Veniamo a oggi! La prima idea è stata proprio di sposarci ad Assisi, nel luogo che Gesù ha scelto per farci ritrovare; purtroppo la distanza è tanta e le condizioni di salute dei famigliari non lo rendono possibile, quindi ci sposeremo nella nostra terra. Senz’altro andremo ancora una volta insieme ad Assisi, a ringraziare Dio e il Suo Poverello per averci chiamati e aver fatto fiorire il nostro amore.

Racconto n. 20 di Angelo e Loreta (RaccontAssisi)

La provvidenza - 24.08.2016 ore 3:36 un forte boato...e il disastro. Morte e dolore. Il pensiero corre a   quella piccola porzione di terra tanto cara ai nostri amici frati e a quei luoghi santi: Assisi il luogo in cui la pace si fa vedere e si fa sentire. Siamo due amanti di due amanti di Dio  Francesco e Chiara siamo cresciuti con i loro luoghi natii negli occhi e con le loro preghiere nei nostri cuori e sulle nostre labbra. Il nostro amore nato in una parrocchia francescana è cresciuti con lo spirito di Francesco, designato sin ad essere il poverello che avrebbe attirato tutti a sé per portare tutti a Cristo. Varie sono state le nostre visite ad Assisi,chiudendo gli occhi riusciamo a vedere ogni luogo e quasi ne assaporiamo la pace che da essi ne promana. Una delle esperienze più belle e forti che abbiamo mai vissuto alla scoperta della spiritualità francescana risale a quando svolgemmo il servizio di volontariato alla porziuncola. Tutto tutto nacque così: io ed un mio amico a bordo di una Panda non molto comoda partimmo per Assisi fervidi nell'animo per il pensiero francescano vissuto nella nostra parrocchia e per l'amore dei luoghi dove Francesco e Chiara erano vissuti. Arrivammo ad Assisi di sera inoltrata verso mezzanotte accompagnati da una grande pioggia e ad accoglierci dopo aver bussato al portone di Santa Maria degli Angeli  furono i frati che senza esitazione ci ospitarono nel loro convento. Mi sentii subito abbracciato dal serafico padre Francesco e sperimentai la divina provvidenza, amore incondizionato. Da allora rimasi a Santa Maria degli Angeli per un mese nelle vesti di volontario alla Porziuncola. Fu un servizio che mi appago' molto perché non mi limitavo a svolgere un servizio d'ordine ma ero dedito alla preghiera con i frati sin dalle prime ore del mattino, all'accoglienza dei pellegrini  nella basilica fornendo loro cenni   storici legati a Francesco e Chiara. Coinvolsi    successivamente la mia fidanzata a rivivere insieme questa esperienza abbondante di serenità e Grazia, un'esperienza che custodiamo ancor oggi nel nostro cuore gelosamente e che ha contrassegnato il proseguo della nostra vita insegnandoci a mettere Dio al centro di tutto e all'accoglienza del prossimo. Lì il Signore ci illumino e ci incoraggiò e tornati nella nostra città organizzammo il nostro matrimonio che il Signore benedisse con la nascita di due splendide bambine. Dopo qualche anno arrivò nella nostra vita una dura malattia, croce che abbracciammo tenendo ben fermo nella nostra mente il pensiero che la croce è una croce gloriosa  e che porta alla risurrezione. Così a giugno di quest'anno in occasione della peregrinatio dopo 800 anni del crocifisso di San Damiano a San Damiano, siamo tornati ad Assisi in ginocchio davanti a quel crocifisso che ispirò tutto e che ci guardava con occhi grandi e pieni di amore e di misericordia. Essere tornati ad Assisi questa volta sposati e con le nostre figlie ci ha  rinsaldati nella fede, resi gioiosi e commossi nel vedere le nostre bambine pregare lodare cantare a Dio e parlare familiarmente di Francesco e Chiara. 

Racconto n.19 di Sabatino da Afragola (NA) (RaccontAssisi)



È un comunissimo pomeriggio d'estate, quello in cui decido di trascorrere qualche giorno ad Assisi, per riposarmi e soprattutto rigenerarmi lo spirito dopo mesi e mesi di lavoro senza sosta e stress delle grandi metropoli. Preparo in fretta il tutto scegliendo di portare con me il giusto necessario, pochi indumenti, un libro e tanta voglia di andare, prenoto il mio viaggio in treno, perché adoro guardare dal finestrino il paesaggio che svanisce quando stridono i binari di una corsa contro il tempo.

- Ore 13, dopo 4 ore di viaggio, e aver cambiato due treni, giungo finalmente a Santa Maria degli Angeli, non è la prima volta per me, ci sono stato già in diverse occasioni, quella che però é unica ogni volta è l'emozione che mi prende, che mi riempie e mi dá quella sensazione di essere arrivato "a casa".

Arrivo in albergo, saluto con calma e mi accingo a raggiungere la camera affidatami, non disfo ancora le valigie e mi appoggio sul letto cadendo dopo poco in uno stato leggero di sonno dal quale poi sono svegliato da magnifici canti che sento giungere da poco lontano, mi affaccio alla finestra (che dà proprio sulla basilica) e capisco che quei canti meravigliosi giungono proprio da lì.

- ore 16 arrivo quindi in basilica, dove il tempo sembra essersi fermato e il posto in cui anche lo spirito si alleggerisce da tanta pesantezza, è noto con grande stupore che quello che pensavo fosse una festa accompagnata da canti tanto carini, non era altro che un funerale di uno dei frati che di certo ha contribuito a rendere questa magnificenza ancora grande e presente ai nostri giorni. Sono davvero sorpreso e mi colpisce notare come alla fine della cerimonia, dopo il saluto finale, tutti accompagnano la salma in una fila perfetta e con un amore quasi tangibile. Mi trattengo ancora qualche minuto quando tutti sono ormai andati via, è noto quasi con timore che la luce presente nella cappella della natività si interrompe ad intermittenza, mi avvicino di più approfittando di un vecchietto arrivato anch'egli nelle vicinanze, e gli chiedo cosa pensi di quella strana cosa, ma lui mi risponde che non ha notato la luce interrompersi...

- ore 20 sono pronto per la cena, quando si viaggia da soli si ha il vantaggio di essere totalmente liberi, di fare quello che si vuole, così mi siedo e inizio a cenare. La cucina umbra credo che sia tra le migliori che io abbia mai assaggiato, in parte simile a quella campana, ogni piatto sembra quasi un opera d'arte, ed anche io, che non sono poi una buona forchetta, faccio quasi fatica a resistere.

- ore 23 finalmente a letto, assonnato ma pieno di gioia, penso al l'unicità di questi luoghi, alla bellezza della gente che li visita, a quanto la vita sia magnifica se la si spoglia da ciò che involontariamente le si attribuisce.

- ore 04 mi sveglio quasi sopraffatto da un rumore, ancora intontito dal sonno, credo che qualcuno nelle camere accanto stia facendo baldoria, mi ricopro col lenzuolo e mentre cerchi riaddormentarmi, mi sembra quasi udire una voce che sussurra di lasciarmi stare; ricordo di aver guardato verso la finestra e di aver visto qualcosa di bianco, quasi fosse un velo, che si muoveva, poi mi sono addormentato.

- ore 9 mi sveglio senza ricordare quasi nulla, se non fosse per quei libri riposti sulla libreria fino alla sera prima e ora rivelati sul pavimento, e alla sedia spostata da come l'avevo lasciata la sera prima, mi viene in mente quindi l'accaduto della notte e inizio a darmi spiegazioni non molto chiare...

- ore 11 sono finalmente ad Assisi, dopo aver fatto l'intero percorso a piedi e aver meditato tra gli ulivi e la tanta natura di questo splendido scenario; preghiera sulle spoglie di San Francesco e torno verso l'albergo.

- ore 14 sono in stazione, pronto a ripartire, con un bagaglio che pesa quasi il doppio, e non solo per i souvenir comprati e che mi sono regalato, ma per questa nuova esperienza, che mi ha ricaricato e impressionato allo stesso tempo, dove qualcosa di particolare è davvero accaduto...

Racconto n.18 di Chiara da Chivasso (TO) (RaccontAssisi)



- Ma  nella nuova casa potrò avere una camera tutta per me?  E l’abatjour sul comodino per leggere quando mi sveglio? E il quadrettino di legno con S. Chiara? –

Traslocare mi preoccupava un po’, anche se il luogo dove sarei andata a vivere con papà e i miei fratelli era bellissimo, sapevo che la mamma non ci sarebbe più potuta venire.

Il quadrettino di legno che riproduceva l’immagine della “mia” santa è sempre con me, da quando un’amica dei miei genitori lo portò in dono da Assisi per il mio Battesimo,  ogni giorno mi ha ricordato la gioia e la responsabilità di portare questo nome e ogni giorno ha fatto crescere in me il desiderio di visitare la città di S. Francesco.

La prima volta, molti anni fa, (24 ? 25?) mio marito Fabrizio ed io eravamo sposati da poco e andammo in vacanza in campeggio sul lago Trasimeno, poi di lì visitammo Perugia, Gubbio, Spello ed anche Assisi... l’interesse prevalente era culturale, ma oltre ai soliti souvenir, agli affreschi di Cimabue  e Giotto impressi nella memoria, da quella vacanza portai a casa anche un piccolo libricino con gli scritti di Francesco e un volume con le vite del santo scritte da Tommaso da Celano.  

Certo, oggi non comincerei di lì, cercherei di leggere una biografia scritta da qualche contemporaneo.

Ma gli Scritti sì, forse in mezzo a tante parole, a tanti film, a tante interpretazioni più o meno seducenti o modaiole di Francesco, gli Scritti sono quelli che più ci possono avvicinare  al Francesco autentico. Pur essendo un uomo del suo tempo, in tutto medievale, Francesco è molto più vicino di quanto si possa immaginare a chiunque di noi sia attraversato dall’inquietudine, dalla ricerca della felicità in un mondo migliore, più giusto e fraterno.

Tornammo l’anno successivo con una coppia di amici, il racconto della meraviglia  dei luoghi era stato contagioso, questa volta portavo in grembo anche il nostro primogenito e dunque mi attendeva quel periodo impegnativo e stupendo di dedizione totale, che ogni mamma sperimenta con i figli neonati. Pochi anni dopo arrivò un secondo figlio, ancora un maschio e così, ricordando la pace di un assolato pomeriggio di agosto in cui avevamo visitato S. Damiano, la semplicità, al limite dell’austerità ,del luogo, il fascino del panorama, degli ulivi  e del silenzio interrotto solo dalle cicale...la scelta del nome cadde proprio lì. Per molti anni Assisi fu un bel ricordo finché, era forse il 2009, frequentando una parrocchia retta dai Cappuccini, capitò l’occasione di mettere insieme un bel gruppetto di famiglie e di fare un pellegrinaggio guidato da frate Alberto. I semi francescani raccolti in quelle occasioni e coltivati per anni si sono sviluppati, mi hanno fatto conoscere la fraternità Ofs della mia città, che, sia pur molto piccola e povera, mi ha accompagnata alla professione nel 2014.

E finalmente  quest’anno, proprio ad agosto,  ho potuto così partecipare alle celebrazioni per la festa di S. Chiara, ho avuto la gioia di venire ad Assisi con mio marito per una breve vacanza, per lodare e ringraziare di tutti i doni ricevuti, per chiedere la forza di affrontare le difficoltà future, per imparare  ancora una volta come camminare sulle tracce di Francesco (tentare almeno!) significhi camminare seguendo il Vangelo di Gesù !

I luoghi e momenti  che più mi hanno colpita?

Ancora una volta S. Damiano, la sua semplicità, la possibilità di pregare i vespri insieme a tante sorelle e fratelli la sera dell’11,  nel “Transito” di S. Chiara ;  il silenzio e il raccoglimento della Porziuncola durante l’apertura serale ; l’eremo delle Carceri, ricco dello spirito di lode che sale da tutto il Creato.