venerdì 26 maggio 2017

Sul corso "COME GIUSEPPE" - La testimonianza di Diego

Cari amici, ringraziamo Diego per la sua testimonianza sul corso "Come Giuseppe" da poco concluso. Per chi volesse partecipare, la prossima edizione sarà dal 15 al 17 Dicembre 2017. Trovate tutte le info qui: http://www.domuspacisassisi.com/it/corso-come-giuseppe/

Salve, 
ho trovato il corso attuale, dai contenuti pratici ma anche teorici, comunicati e condivisi in modo diretto e multidisciplinare. Ho apprezzato molto gli interventi  dello psicologo e della donna coinvolti nel corso. Non mi era mai capitato di ascoltare una donna che raccontasse cosa loro cercano in un uomo. Mi ha arricchito molto.
Del pari ho apprezzato il momento concesso ai partecipanti per la condivisione delle loro esperienze e testimonianze, un racconto sincero di una persona, della sua esperienza, spesso riesce ad essere più comunicativo ed efficace di tanti studi o meditazioni.
Credo che la formula sia adeguata allo scopo del corso.
Grazie ancora in particolare a Padre Pasqualino, la mente e non solo del corso e di tante altre attività.

Diego R.

mercoledì 12 aprile 2017

Buona Pasqua dalla Domus Pacis



Carissimi, Il Signore vi dia pace!

Il saluto tanto caro a Francesco di Assisi è proprio adatto a questo nostro momento storico, in cui sembra che la pace sia un bene non sempre condiviso e che la divisione, insieme all'indifferenza, prendano il sopravvento.

La Pasqua del Signore Gesù ci ricorda, invece, che la paura è stata vinta, una volta per tutte, e che la Risurrezione porta un vento nuovo sulle nostre vite, rendendole piene di significato e capaci di amare oltre le nostre capacità.

Buona Pasqua del Signore!
fra Pasqualino & tutto lo Staff della Domus Pacis


p.s. Vi consiglio di leggere questo commento di don Primo Mazzolari che vi allego:
Nostro fratello Giuda
Registrazione effettuata a Bozzolo - Giovedì Santo 1958
"Miei cari fratelli, è proprio una scena d’agonia e di cenacolo. Fuori c’è tanto buio e piove. Nella nostra Chiesa, che è diventata il Cenacolo, non piove, non c’è buio, ma c’è una solitudine di cuori di cui forse il Signore porta il peso. C’è un nome, che torna tanto nella preghiera della Messa che sto celebrando in commemorazione del Cenacolo del Signore, un nome che fa’ spavento, il nome di Giuda, il Traditore. Un gruppo di vostri bambini rappresenta gli Apostoli; sono dodici. Quelli sono tutti innocenti, tutti buoni, non hanno ancora imparato a tradire e Dio voglia che non soltanto loro, ma che tutti i nostri figlioli non imparino a tradire il Signore. Chi tradisce il Signore, tradisce la propria anima, tradisce i fratelli, la propria coscienza, il proprio dovere e diventa un infelice. Io mi dimentico per un momento del Signore o meglio il Signore è presente nel riflesso del dolore di questo tradimento, che deve aver dato al cuore del Signore una sofferenza sconfinata. Povero Giuda. Che cosa gli sia passato nell’anima io non lo so. E’ uno dei personaggi più misteriosi che noi troviamo nella Passione del Signore. Non cercherò neanche di spiegarvelo, mi accontento di domandarvi un po’ di pietà per il nostro povero fratello Giuda. Non vergognatevi di assumere questa fratellanza. Io non me ne vergogno, perché so quante volte ho tradito il Signore; e credo che nessuno di voi debba vergognarsi di lui. E chiamandolo fratello, noi siamo nel linguaggio del Signore. Quando ha ricevuto il bacio del tradimento, nel Getsemani, il Signore gli ha risposto con quelle parole che non dobbiamo dimenticare: "Amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo!" Amico! Questa parola che vi dice l’infinita tenerezza della carità del Signore, vi fa’ anche capire perché io l’ho chiamato in questo momento fratello. Aveva detto nel Cenacolo non vi chiamerò servi ma amici. Gli Apostoli son diventati gli amici del Signore: buoni o no, generosi o no, fedeli o no, rimangono sempre gli amici. Noi possiamo tradire l’amicizia del Cristo, Cristo non tradisce mai noi, i suoi amici; anche quando non lo meritiamo, anche quando ci rivoltiamo contro di Lui, anche quando lo neghiamo, davanti ai suoi occhi e al suo cuore, noi siamo sempre gli amici del Signore. Giuda è un amico del Signore anche nel momento in cui, baciandolo, consumava il tradimento del Maestro. Vi ho domandato: come mai un apostolo del Signore è finito come traditore? Conoscete voi, o miei cari fratelli, il mistero del male? Sapete dirmi come noi siamo diventati cattivi? Ricordatevi che nessuno di noi in un certo momento non ha scoperto dentro di sé il male. L’abbiamo visto crescere il male, non sappiamo neanche perché ci siamo abbandonati al male, perché siamo diventati dei bestemmiatori, dei negatori. Non sappiamo neanche perché abbiamo voltato le spalle a Cristo e alla Chiesa. Ad un certo momento ecco, è venuto fuori il male, di dove è venuto fuori? Chi ce l’ha insegnato? Chi ci ha corrotto? Chi ci ha tolto l’innocenza? Chi ci ha tolto la fede? Chi ci ha tolto la capacità di credere nel bene, di amare il bene, di accettare il dovere, di affrontare la vita come una missione. Vedete, Giuda, fratello nostro! Fratello in questa comune miseria e in questa sorpresa! Qualcheduno però, deve avere aiutato Giuda a diventare il Traditore. C’è una parola nel Vangelo, che non spiega il mistero del male di Giuda, ma che ce lo mette davanti in un modo impressionante: "Satana lo ha occupato". Ha preso possesso di lui, qualcheduno deve avervelo introdotto. Quanta gente ha il mestiere di Satana: distruggere l’opera di Dio, desolare le coscienze, spargere il dubbio, insinuare l’incredulità, togliere la fiducia in Dio, cancellare il Dio dai cuori di tante creature. Questa è l’opera del male, è l’opera di Satana. Ha agito in Giuda e può agire anche dentro di noi se non stiamo attenti. Per questo il Signore aveva detto ai suoi Apostoli là nell’ orto degli ulivi, quando se li era chiamati vicini: "State svegli e pregate per non entrare in tentazione". E la tentazione è incominciata col denaro. Le mani che contano il denaro. Che cosa mi date? Che io ve lo metto nelle mani? E gli contarono trenta denari. Ma glieli hanno contati dopo che il Cristo era già stato arrestato e portato davanti al tribunale. Vedete il baratto! L’amico, il maestro, colui che l’aveva scelto, che ne aveva fatto un Apostolo, colui che ci ha fatto un figliolo di Dio; che ci ha dato la dignità, la libertà, la grandezza dei figli di Dio. Ecco! Baratto! Trenta denari! Il piccolo guadagno. Vale poco una coscienza, o miei cari fratelli, trenta denari. E qualche volta anche ci vendiamo per meno di trenta denari. Ecco i nostri guadagni, per cui voi sentite catalogare Giuda come un pessimo affarista. C’è qualcheduno che crede di aver fatto un affare vendendo Cristo, rinnegando Cristo, mettendosi dalla parte dei nemici. Crede di aver guadagnato il posto, un po’ di lavoro, una certa stima, una certa considerazione, tra certi amici i quali godono di poter portare via il meglio che c’è nell’anima e nella coscienza di qualche loro compagno. Ecco vedete il guadagno? Trenta denari! Che cosa diventano questi trenta denari? Ad un certo momento voi vedete un uomo, Giuda, siamo nella giornata di domani, quando il Cristo sta per essere condannato a morte. Forse Lui non aveva immaginato che il suo tradimento arrivasse tanto lontano. Quando ha sentito il crucifigge, quando l’ha visto percosso a morte nell’atrio di Pilato, il traditore trova un gesto, un grande gesto. Va’ dov’erano ancora radunati i capi del popolo, quelli che l’avevano comperato, quella da cui si era lasciato comperare. Ha in mano la borsa, prende i trenta denari, glieli butta, prendete, è il prezzo del sangue del Giusto. Una rivelazione di fede, aveva misurato la gravità del suo misfatto. Non contavano più questi denari. Aveva fatto tanti calcoli, su questi denari. Il denaro. Trenta denari. Che cosa importa della coscienza, che cosa importa essere cristiani? Che cosa ci importa di Dio? Dio non lo si vede, Dio non ci da’ da mangiare, Dio non ci fa’ divertire, Dio non da’ la ragione della nostra vita. I trenta denari. E non abbiamo la forza di tenerli nelle mani. E se ne vanno. Perché dove la coscienza non è tranquilla anche il denaro diventa un tormento. C’è un gesto, un gesto che denota una grandezza umana. Glieli butta là. Credete voi che quella gente capisca qualche cosa? Li raccoglie e dice: "Poiché hanno del sangue, li mettiamo in disparte. Compereremo un po’ di terra e ne faremo un cimitero per i forestieri che muoiono durante la Pasqua e le altre feste grandi del nostro popolo". Così la scena si cambia, domani sera qui, quando si scoprirà la croce, voi vedrete che ci sono due patiboli, c’è la croce di cristo; c’è un albero, dove il traditore si è impiccato. Povero Giuda. Povero fratello nostro. Il più grande dei peccati, non è quello di vendere il Cristo; è quello di disperare. Anche Pietro aveva negato il Maestro; e poi lo ha guardato e si è messo a piangere e il Signore lo ha ricollocato al suo posto: il suo vicario. Tutti gli Apostoli hanno abbandonato il Signore e son tornati, e il Cristo ha perdonato loro e li ha ripresi con la stessa fiducia. Credete voi che non ci sarebbe stato posto anche per Giuda se avesse voluto, se si fosse portato ai piedi del calvario, se lo avesse guardato almeno a un angolo o a una svolta della strada della Via Crucis: la salvezza sarebbe arrivata anche per lui. Povero Giuda. Una croce e un albero di un impiccato. Dei chiodi e una corda. Provate a confrontare queste due fini. Voi mi direte: "Muore l’uno e muore l’altro". Io però vorrei domandarvi qual è la morte che voi eleggete, sulla croce come il Cristo, nella speranza del Cristo, o impiccati, disperati, senza niente davanti. Perdonatemi se questa sera che avrebbe dovuto essere di intimità, io vi ho portato delle considerazioni così dolorose, ma io voglio bene anche a Giuda, è mio fratello Giuda. Pregherò per lui anche questa sera, perché io non giudico, io non condanno; dovrei giudicare me, dovrei condannare me. Io non posso non pensare che anche per Giuda la misericordia di Dio, questo abbraccio di carità, quella parola amico, che gli ha detto il Signore mentre lui lo baciava per tradirlo, io non posso pensare che questa parola non abbia fatto strada nel suo povero cuore. E forse l’ultimo momento, ricordando quella parola e l’accettazione del bacio, anche Giuda avrà sentito che il Signore gli voleva ancora bene e lo riceveva tra i suoi di là. Forse il primo apostolo che è entrato insieme ai due ladroni. Un corteo che certamente pare che non faccia onore al figliolo di Dio, come qualcheduno lo concepisce, ma che è una grandezza della sua misericordia. E adesso, che prima di riprendere la Messa, ripeterò il gesto di Cristo nell’ ultima cena, lavando i nostri bambini che rappresentano gli Apostoli del Signore in mezzo a noi, baciando quei piedini innocenti, lasciate che io pensi per un momento al Giuda che ho dentro di me, al Giuda che forse anche voi avete dentro. E lasciate che io domandi a Gesù, a Gesù che è in agonia, a Gesù che ci accetta come siamo, lasciate che io gli domandi, come grazia pasquale, di chiamarmi amico. La Pasqua è questa parola detta ad un povero Giuda come me, detta a dei poveri Giuda come voi. Questa è la gioia: che Cristo ci ama, che Cristo ci perdona, che Cristo non vuole che noi ci disperiamo. Anche quando noi ci rivolteremo tutti i momenti contro di Lui, anche quando lo bestemmieremo, anche quando rifiuteremo il Sacerdote all’ ultimo momento della nostra vita, ricordatevi che per Lui noi saremo sempre gli amici."
Don Primo Mazzolari

lunedì 20 febbraio 2017

Sul corso per single "DOVE SEI" di Gennaio 2017

Cari amici, si è concluso lo scorso mese il corso per single "DOVE SEI" e volevamo condividere alcune riflessioni da voi rilasciate sul gruppo Facebook dedicato al corso! Per rispetto della privacy non pubblicheremo i nomi di coloro che hanno scritto. Vi ringraziamo ancora per la vostra partecipazione e vi invitiamo a scriverci sempre a comunicazioni@domuspacis.it. 

Ripenso a questi giorni trascorsi assieme,ai nostri volti accesi dalla Speranza e attraversati dalla Luce dello sguardo di Dio nostro Padre che ci ha consegnato nel Cuore la consapevolezza forte di Amarci alla follia...non è stato facile dire certi "AMEN", ma mi sono fidata e ora so che la mia Speranza non sarà delusa. 

Ieri durante il momento di preghiera in Porziuncola ho pianto così tanto che ancora stasera fatico a tenere aperti gli occhi... È stato l'effetto dell'abbraccio di un Padre e di una Madre reso possibile dall'Amore gratuito di chi ogni giorno dona la sua Vita per tutti gli uomini e le donne del mondo. Trovarsi li al centro di un Amore senza misura dopo che hai scelto di lasciarti attraversare dalla prova e dal dolore...e arrivare a desiderare di essere solo offerta gradita per Colui che ha dato tutto di sé per la ns salvezza...ecco, questo x me il corso. 

Si è appena concluso il corso e io non posso che esprimere la mia riconoscenza ai frati e a ciascun compagno di corso per la stupenda comunione che si è creata e che non si spezzerà mai,essendo fondata sulla Roccia, su Gesù. Ho ricevuto quelle parole di cui avevo bisogno e quell'amicizia che ti fa spostare le montagne. Io proprio grazie al corso ne ho spostata una enorme che mi stava bloccando la Vita. Grazie a questo corso mi sento di dire a tutti coloro che hanno perso la fiducia che non esiste un buio che non possa essere illuminato dall'Amore di Dio. 

Voglio dire il mio Grazie per la Forza che ho ricevuto per chiudere in via definitiva una pseudo amicizia che mi stava frenando la Vita. Grazie al corso e al gruppo, ho capito che allontanarsi da chi, anche involontariamente, ci fa del male,uccidendo il nostro cuore, non è una scelta egoistica ma x la Vita!!! Se insistiamo nelle nostre illusioni in quei sentieri che ci hanno portato solo grandi sofferenze fini a loro stesse....troveremo solo rifiuto e solitudine. Se abbandoniamo questo tipo di illusioni avremo l'opportunità di RINASCERE!

lunedì 23 gennaio 2017

Sul musical "Come una Carezza" della compagnia "Gruppo Teatro in Bilico"

Il 21 Gennaio, la compagnia teatrale "Gruppo Teatro in Bilico", ha presentato il musical "Come una Carezza": uno spettacolo sull'esperienza umana e spirituale di santa Camilla Battista Varano  e i cui incassi sono destinati alle Clarisse di santa Chiara di Camerino.
A seguito del sisma del 26 e 30 ottobre scorsi, Camerino, nel Centro Italia, ha subito danni importantissimi: ci sono famiglie senza casa e tanta gente senza lavoro. In particolare il Monastero di Santa Chiara di Camerino a seguito degli ingenti danni già cagionati dal sisma del 24 agosto, oggi è completamente distrutto. Da qui è nata l’idea di questo spettacolo teatrale come aiuto per le Clarisse di S.Chiara, il cui monastero custodisce l’urna di santa Camilla. 

Vogliamo ringraziare tutta la compagnia teatrale ed in particolare Giulia Giontella che ha scritto e diretto l'opera e che in un'intervista ha rilasciato queste toccanti parole:

"L’incasso verrà devoluto al monastero nella speranza che possa servire per ricostruire quello che è andato perso, per scongelare quel silenzio che si è abbattuto in un luogo così vivo. [..] Ecco lo spettacolo vuole avere anche questo significato per noi che lo facciamo e per chi vorrà assistervi: oltre al principale obiettivo che è quello di far conoscere a tutti la storia e la vita meravigliosa di Camilla e allo scopo benefico, con questa storia vogliamo trovare il modo di rimetterci in cammino insieme a Camilla, riprendere il viaggio e anche se pieno di difficoltà viverlo con la grande gioia di sentirsi partecipi di qualcosa di davvero meraviglioso e di sentirsi uniti, tutti, per rinascere ancora una volta, senza paura e con quel coraggio che a volte non si sa da dove viene. "

Ecco alcune foto dell'evento che ha registrato un notevole successo: 


  
Riportiamo anche il saluto e il ringraziamento di Giulia direttamente dalla pagina Facebook del gruppo "Teatro in Bilico"

"Ad Assisi una grande emozione! [..] Grazie al nostro Sindaco dott. Gianluca Pasqui che ci ha accompagnato e sostenuto e grazie al Sindaco di Assisi prof.ssa Stefania Proietti che ci ha accolto con grande affetto e ci ha invitato a tornare di nuovo ad Assisi al teatro comunale per raccontare ancora una volta Santa Camilla. E grazie ai nostri concittadini che ci hanno seguito.... Grazie a tutti...Giulia."

lunedì 19 dicembre 2016

Auguri di Buon Natale

Carissimi, il Signore vi dia pace!
Fra pochi giorni arriverà il Santo Natale, puntuale come ogni anno, circondato da luci, colori, simboli e tante altre cose. L’augurio mio personale, e di tutte le persone che spendono parte della loro vita in questo luogo che conoscete e che fa da anticamera alla nostra amatissima Porziuncola, è che questo sia Natale sia per ognuno l’occasione favorevole per accogliere il Signore Gesù nella propria casa, aprendo la porta dell’accoglienza e dell’ospitalità. Un pensiero va anche a tanti fratelli che, un poco distanti da qui, non hanno luoghi in cui vivere serenamente, a causa degli eventi dell’estate/autunno  che li hanno privati di sicurezze e che minano la speranza per il futuro.
Il Signore Gesù viene per tutti, perché tutti possiamo accoglierlo anche nelle nostre povertà.

A tutti Buon Natale del Signore! 
fra Pasqualino e tutti i vostri amici della Domus Pacis